Il ruolo e il senso della poesia nel rilancio delle comunità Locali. Prof. Michele Pinna
Il ruolo e il senso della poesia nel rilancio delle comunità Locali.
Prof. Michele Pinna
Noi sardi ci lamentiamo spesso, talvolta con un certo risentimento, del fatto che la nostra isola sia rimasta fuori dalle rotte dello sviluppo economico (intendendo con questo sintagma, lo sviluppo industriale e mercantile continentali) e dei circuiti culturali che a tale sviluppo sono connessi.
La politica per anni lo ha rivendicate, e, con toni ed enfasi diversi, lo rivendica ancora, ma in molti casi senza rendersi conto di quale sviluppo e di quale economia la Sardegna può avere bisogno per poter continuare a vivere ed a esistere nell'odierna società post industriale e post moderna, nella cosiddetta società globalizzata.
Leggendo libri come questo qualche indirizzo, invece, si potrebbe trarre. Come? Ci si chiederà, da un libro di poesie e di poeti? Proprio così.
I peti sardi, specialmente quelli con poca istruzione, rimanendo fuori dai circuiti della cultura industriale hanno coltivato quell'indipendenza di giudizio e di valutazione critica del mondo che consente loro di restituire a noi le ragioni di fondo per guardare in direzioni diverse, da quelle alle quali, sbagliando si è guardato finora.
La fine della falsa ricchezza, del falso benessere, il dissolvimento dei miti sviluppisti c'induce a ritornare sui nostri passi. Farlo con i poeti questo è meno angosciante e ci sentiamo meno soli, E' la poesia, la poesia come quella che ci troviamo in questo volume, che ci fa ritenere che la Sardegna, i sardi si potranno salvare dalla catastrofe totale e potranno ritrovare lo spirito e il sentimento della coesione comunitaria.
I poeti ci dicono e ce lo mostrano con la loro sapienza che si costruice nell'adesione fiduciaria al mondo in cui sono nati e vissuti. E' da questa adesione antropologica che nasce l'energia e la volontà di continuare a credere nelle nostre comunità, patrimonio di umanità, di cultura e di civiltà che il mondo globalizzato tende a dissolvere, preconizzando in questo cammino perverso la dissoluzione di quei valori più vivi senza i quali la specie umana non avrebbe più senso.
Sono i valori del lavoro, della sensibilità al dolore, del rapporto con la natura e con l'ambiente circostante, dell'ironia dinanzi ad una vita spesso non facile, della gioia per la festa, momento di riposo dalla fatica quotidiana.
Paesi come Putifigari falcidiati dall'emigrazione e dallo spopolamento, ma anche dal declino delle attività produttive tradizionali, potranno avere intorno alla poesia l'occasione e lo stimolo per ritrovare in se stessi la voglia di continuare, per andare avanti e per rinascere, cercando al loro interno la forza autopropulsiva del loro rilancio.
Un plauso, perciò, credo debba essere rivolto a sindaci come Giancarlo Cartae ad amministratori come Alessandro Pintus che hanno voluto questa importannte operazione culturale, credendo nei loro poeti e nella loro comunità. Anche le revisioni dei testi e la presentazione del poeta Franco Piga meritano un riconocimento così come il lavoro di Elena Casu dell'Istituto Camillo Bellieni, in virtù del quale si è giunti al "visto si stampi".
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