Resudzu, resuzu, resuzare
Riprendendo il vagabondaggio sulle pagine del vocabolario, diciamo che in una precedente nota, trattando dei rifiuti, della sterpaglia, delle quisquilia ecc. abbiamo omesso un vocabolo che in tale nota avrebbe trovato più giusto collocamento. Suppliamo alla manchevolezza parlando di tale vocabolo, resudzu, resuzzu e del correlativo verbo resudzare che logicamente vuol dire raccogliere i residui, i rifiuti. Perché appunto resudzu significa «residuo» o, meglio ancora, «rimasuglio». E rimasuglio di cose di poco conto, o essi stessi, i rimasugli, di nessun valore, i rifiuti. Per il Wagner l'etimo è dato dal latino residuum, «residuo, rimasuglio», e non vi è nulla da obiettare. Sia per il significato dei due termini, latino e sardo, sia anche per il suono, essendo in sardo tutt'altro che infrequente il plesso terminale dz, o doppia zz, in vocaboli derivanti dal latino.
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