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Ses in: Home Limba e Istoria Peraulas in Sardu Chimèra

PostHeaderIcon Chimèra

Per lo Spano significherebbe proprio Chimera, cioè il mostro favoloso della mitologia greca, che aveva la testa di leone, il corpo di capra e la coda di drago.  A noi, per altro, non consterebbe che i sardi conoscessero il mitico mostro, perciò dubitiamo di quanto afferma lo Spano: il quale a dire il vero dice che in senso figurato vuoi dire anche «illusione, fantasia».

E realmente, in questo senso il vocabolo è tuttora usato.  Ci è infatti capitato di sentire taluno dire a un'altra persona, che si illuderebbe di poter conseguire certe cose, di esito difficile, o in contrasto con l'aspettazione dei primo: non ti 'nche ponzas chimèras (altri babilonias) in conca: non porti in testa illusioni vane e vane speranze.

Ma il senso più comune di chimèra èun altro, e diverso da quello dato come di uso figurato dallo Spano.  Ed è analogo al significato del vocabolo precedente, cuntièrra, pur non essendone sinonimo; precisamente: «briga, contesa, arrabbiatura».  E, come è invero, logico, chi contende è certo preso da rabbia, da ira.

Questo senso appare più evidente nel verbo che da chimèra è derivato: inchimerire o inchimerare, che vuol dire appunto arrabbiarsi. Anche riferito, si intenda, e per una ovvia traslazione di significato, a cose inanimate.  Su chelu est inchimeridu, sì suol dire quando, per l'accavallarsi di nubi temporalesche, pare minacci una forte tempesta, mostrando, così, di esser arrabbiato con gli uomini, coi poveri cristiani.

In una poesia di Luigi Marongiu, che a mio giudizio è fra le più belle della nostra letteratura, che tratta del variare e del mutare degli eventi, umani o no, per cui una stagione segue a un'altra, ineluttabile, alla tempesta terrorizzante il sereno luminoso del cielo, e per cui non durat suonu, come si dice, e non durat su malu, si leggono i seguenti versi, ove il termine di cui andiamo trattando è usato appunto nel significato cui sopra abbiamo accennato.  Dice il poeta che perfino quando pare che il mare procelloso e burrascoso voglia sommergere ogni cosa:

Ogni pedra, ogni rocca e d'ogni iscógliu,
cessat in d'unu in d'unu su degógliu,
s'ìmpetu, su furòre, sa chimèra,
di modu chi, unu lampu o un’aèra
infùriat e placat unu mare.