Surra
No: parlando di surra non intendiamo riferirci a quella caterva di bastonate che il termine anche indica, evidentemente in modo figurato. L'appo dadu una surra! dice ancora il ragazzo, dopo essersi azzuffato con un coetaneo, anche se magari ne ha preso più che date. Intendo parlare di quel boccone prelibato, anche se non proprio adatto a Stomachi delicati, che è fornito dalla pancia del tonno: da sa surra. Perché, appunto, con tale termine si indica quella parte della carne fornita dai tonni, e che così largo smercio trova all'epoca della calata delle tonnare e della pesca dei tonni.
Il vocabolo proviene certamente dall'arabo, come in genere tutti quelli afferenti alla pesca del tonno, e non solo in Sardegna, ma anche altrove (ad esempio in Sicilia) e in tutto il bacino del Mediterraneo, secondo quanto rileva il Wagner. A cominciare dal capociurma, chiamato rais o arrais, al sistema delle reti, detto mandraga o cantaggiu.
Il che sta a dimostrare come il metodo di calata delle tonnare e la pesca relativa siano stati introdotti in Sardegna e in tutto il Mediterraneo dagli Arabi, o degli Arabi fosse nei tempi remoti quasi un monopolio. Di nostro non vi è che la... litania dei Santi, invocati quando si entra nella «camera della morte» e si sta per dare inizio alla mattanza.
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