Degogliu
Il significato della forma verbale degogliare o degollare è più aderente al senso letterale del termine «decollare, recidere il collo». Il sostantivo degógliu significa quindi «decapitazione».
Sia il sostantivo che il verbo derivano, e direttamente, dai termini spagnoli degollu e degollar, al solito con l'inevitabile adattamento alla fonetica della nostra parlata.
Ma, come nello spagnolo, degógliu èusato estensivamente nel senso di «strage di bestiame, devastazione»; e anche, da qualche poeta sardo, di «baruffa, parapiglia». In quest'ultimo senso il Wagner, ma equivocando sul significato di un altro termine adoperato dal poeta, riporta due versi del poeta tissese Antonio Maria Scanu:
Che egli così traduce: «a casa si arrabbia senza dubbio, ecc.» mentre sappiamo che zaccáresi vuol dire «penetrare» in una casa, usando una certa violenza almeno morale al padrone, e quindi contro la sua volontà. È una specie di violazione di domicilio. È a dire ancora che il termine più usato in sardo, a indicare ciò che il poeta tissese vuol dire, non è degógliu, ma bolóttu, abbolóttu. Pure anche l'altro poeta ricordato prima, il Marongiu, abbiamo visto che usa degógliu nel senso di «gran fracasso, devastazione».
E il termine di cui trattiamo è tuttora usato nel senso di strage di animali e anche di devastazione di cose: l'ana degogliadu sa robba: gli han fatto strage nel gregge; l'ana fattu unu degógliu in totta sa domo: hanno devastato, messo a soqquadro, tutta la casa.
Tratto dalle "Curiosità del vocabolario sardo" di Antonio Senes; pubblicate nella "Nuova Sardegna" nel decennio 1960-1970.
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