Abbaorga, baorga
Tratto dalle "Curiosità del vocabolario sardo" di Antonio Senes; pubblicate nella "Nuova Sardegna" nel decennio 1960-1970.
Ci perdonino i lettori se proseguiamo con termini tutt'altro che gradevoli. Ma ci sentiamo portati a trattare anche di questo, per analogia. Baorga deriva da «bava»; e accanto abbiamo l'aggettivo baòsu.
Ma in altri paesi si ha abbaorga e abbaosu, sempre con lo stesso significato, con evidente derivazìone da abba. Entrambe però sono parole composte, che hanno in comune il secondo termine: orga, contrazione di orgoena, «gola». Perché, in verità, quella salivazione eccessiva e molesta che proviene da gana mala, da nausea, si forma e si raccoglie, parrebbe, nella gola, provocando conati di vomito: conos a dirlo in sardo.
In una poesia bernesca del secolo scorso, di una persona che nel parlare spruzzava saliva, si trovano due versi che richiamano, naturalmente molto alla lontana, e con diversa efficacia e potenza, i famosi versi di Dante, quando recide il ramo secco che ha l'anima di Pier delle Vigne: «Sì della scheggia rotta usciva insieme - parole e sangue ... ».
I versi dei poeta sardo sono:
Dae laras li falan in pettorra
faeddos e abbàu.
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