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Ses in: Home Limba e Istoria Peraulas in Sardu Chida, chìta, Acchidare

PostHeaderIcon Chida, chìta, Acchidare

Tratto dalle "Curiosità del vocabolario sardo" di Antonio Senes; pubblicate nella "Nuova Sardegna" nel decennio 1960-1970.

Che cosa indichi oggi, e da molto tempo, questo vocabolo è noto a tutti i sardi: «settimana».  Ma in antico esso ha tutt'altro significato, sebbene si trovi anche in documenti antichi a indicare appunto tale periodo di tempo.  Negli Statuti Sassaresi si legge: duas, tre voltas sa chita, e nella Carta de Logu: totu sa quijda Santa.
Ma esso significava più propriamente: «schiera, drappello, guardia».  Nel kondaghe di S. Pietro di Silki si trova che a certi convegni partecipano Gosantine da Cannas e ckita sua; e il majore de janna Gosantine de Pala e ckita sua,- in quello di S. Maria di Bonarcado: Orzoco de Opo e tota kita sua.  Con tale termine si indicava anche quella schiera di armati che le ville dovevano fornire a guardia o come scorta del Giudice o di qualche alto magistrato.  Negli Statuti Sassaresi kita designava quei cittadini che erano chiamati a prestare servizio di guardia alle mura e nel territorio.  Il servizio di guardia, come già per la scorta dei Giudici, si alternava fra le varie squadre quattro volte al mese, in turni di una settimana.  A tali prestazioni i cittadini e gli uomini delle ville venivano chiamati; né potevano esimersene.  Quindi, con tutta probabilità, la parola kita deriva dal latino accitus, che significava appunto «chiamata, invito».
Ora dal fatto che il servizio si svolgeva a turni settimanali, il termine è passato, col tempo, a indicare il periodo della sua durata, appunto una settimana.  Spodestando il termine septimana, setmana, che si trova usato in testi antichi.  Nelle Carte Volgari raccolte dal Solmi: tres setmanas; nel kondaghe di S. Pietro: I. die in setmana.  Non del tutto, però; perché anche ora si usa dire, al posto di chita, simana.
Da kita è derivata la forma verbale acchidare, e da questa acchidadore e acchidajólu.
Acchidare
vale esattamente «dare il cambio»; specie fra persone addette allo stesso servizio.  Sos pastores (di uno stesso gregge) si acchídana sa dominiga: i pastori si danno il cambio (nella conduzione dei gregge) la domenica.
In senso traslato acchidare vuole anche dire «riposare, riposarsi».