Corona
Tratto dalle "Curiosità del vocabolario sardo" di Antonio Senes; pubblicate nella "Nuova Sardegna" nel decennio 1960-1970.
Ecco un vocabolo dai molti significati, nella nostra lingua sarda; due dei quali sono caratteristici e curiosi, sia per l'origine che per l'evoluzione.
Intanto, corona è detto anche il Rosario, con cui i fedeli recitano una preghiera.
Esso è anche usato nel senso proprio di «resta» (corona de azu) e di «serto», ghirlanda di fiori, come omaggio a persone di valore od ossequio ai defunti.
Nel senso di ghirlanda, già due secoli fa circa, il poeta dialettale di Bantine (Pattada) Luca Cubeddu lo usava ad esaltazione de sa femina onesta:
Una corona t'appo a preparare,
fatta non de giacintu e non de rosa,
ch’in pagu tempus si solen siccare,
ma t’app’a preparare una corona
coglida frisca frísca in s'Elicona.
Vediamo ora gli altri significati più curiosi e caratteristici. Corona vuole anche dire «riunione, adunanza, raccolta di persone». Tuttora si dice fagher corona attorno alla salma di un defunto: in corona bi sunu sa muzzere, sos fizos ecc.
Ma non ogni riunione di persone veniva così chiamata: il termine indicava una speciale riunione. E precisamente quella, attorno al Giudice, agli alti ufficiali e magistrati per giudicare dei delitti e delle questioni civili più gravi e importanti. Nel giudicato di Arborea questa riunione, detta corona de corte, veniva convocata per la prima volta il giorno di S. Pietro di ciascun anno, quasi inizio dell'anno giudiziario, per l'elezione de sos maggiores, dei capi, cioè, degli uffici e dei paesi. Successivamente la corona de corte veniva convocata ogni qualvolta ve ne era bisogno.
Accanto ad essa, logicamente limitata al capoluogo (anche se, come risulta, il collegio giudicante, la corona de corte, si adunava talvolta in altre località fuori di Oristano), vi era la corona de berruda, cioè la riunione dei majorales: consiglio degli anziani, potrebbe dirsi, in ogni villa.
Secondo quanto dispone la Carta de Logu, la riunione della corona de berruda avveniva settimanalmente, per deliberare sulle questioni civili, amministrative e penali del villaggio.
È curioso come è sorto il nome che caratterizza questa corona, più modesta, de berruda. Anche oggi i magistrati nell'esercizio delle loro funzioni in pubblico, vestono la toga e si coprono il capo col tocco: berretto a punte. Orbene: anticamente gli uomini che formavano la corona portavano, come segno distintivo della funzione e del grado, un copricapo detto veruto, che aveva più punte. Questo nome deriva evidentemente dal vocabolo latino verrutum, che significava spiedo (come arma) e anche punta. La corona de berruda, adunque, veniva così chiamata perché gli uomini che la componevano portavano un berretto con le verrute, con le punte. A meno che non si sia voluto porre in evidenza che la giustizia era... puntuta, acuta.
L'istituto della corona (del collegio si direbbe ora, con termine moderno) per l'amministrazione della giustizia è antico. Molti conoscono, spero, il famoso «bronzo di Esterzili», che trovasi nel Museo Sanna di Sassari. È una tavola di bronzo di cm. 60 x 46, rinvenuta nel 1865 appunto ad Esterzili. Essa riporta una decisione adottata il 18 marzo del 69 d.C. dal proconsole Lucio Elvio Agrippa, a soluzione di un'annosa controversia insorta fra le tribù dei Patulcensi e dei Campani contro quella dei Galiliensi, per aver questa invaso e occupato terreni delle prime. Orbene: in tale sentenza sono indicati i nomi dei componenti del collegio, con le loro qualifiche, che il Proconsole ha raccolto a fargli corona nella decisione.
Un'analoga decisione, in sardo (trovata circa 100 anni fa in Oristano), è del «senore de Arborea Marchese di Oristanis ecc. don Leonardo Alagon». Ma non già per dirimere una controversia territoriale, sibbene per la ripartizione, dal marchese operata, delle terre de «sa villa de Oleri» che «fudi disabitada de peste», fra i paesi viciniori Gavoi e Ovolla, e a loro richiesta. In quella occasione (il provvedimento ha la data 23 marzo 1473 in Gavoi) non fa corona dei suoi alti ufficiali (forse per la lontananza da Oristano) ma «dedit juramentu» a donnu Jacu Porcu de Lodine e ad altri majorales dei paesi viciniori di Ollolai, Mamoiada ecc. perché «justa consciencia averent parcidu mesu a pare» l'agro di Oleri.
Il senso della parola corona risulta più chiaro in una sentenza (in latino) del 23 ottobre 1283 di Tano Badia de' Sismondi «pro communi pisano potestate de Sassari... et infrascriptis iuratis de iustijia in corona» (e qui i nomi di 17 giurati). È la decisione di un chertu fra tal «Gantinus Pira, priore de Eccl. Sancti Leonardi contra Andream Coqum» per la «terram positam in plano de Bonosso». La giustizia era bene organizzata negli Statuti Sassaresi, portati in volgare logudorese dal Podestà (genovese) nel 1316. Per l'art. 17 del II L. la corona doveva radunarsi a render giustizia almeno «tres vias in sa chita». E giudicava se presenti almeno «9 giuratos». Ma se i presenti erano meno di 17, il perdente poteva appellarsi alla «corona complita». Le decisioni di questa erano inappellabili.
Corona, con questo significato, ci viene pari-pari da corona latino, che indicava anche circolo, riunione, convegno.
Resta l'ultimo significato, quello di «acrocoro roccioso», e anche «culmine di monte». È nota l'esistenza della colonia fenicia Cornus a nord di Oristano. Si ritiene, ora, che il suo nome derivi dalla voce fenicia Karan; sia, cioè, la traduzione fonetica in lingua latina di questa parola. Perché tale termine significava in fenicio «corno» (e Cornus era posta quasi a una delle corna del golfo) e anche sommità di collina, di montagna (e Cornus risulta essere posta proprio alla sommità di una modesta collina che degrada verso il mare).
Ora nel senso di acrocoro roccioso, di sommità, di cima, di monte, o montagnola il termine corona è tuttora usato e ha dato denominazione a molti siti, aventi, appunto, la caratteristica di acrocoro roccioso. Conosco, ad esempio, parecchi toponimi con tale denominazione: corona ruia, coronaspra, corona bentosa, coronarta ecc.
Lo strano è, però, che, con lo stesso nome, nelle Alpi, si indicano molti luoghi di conformazione orografica analoga o identica. Sull'Altopiano di Asiago, in Val Lagarina ecc. sono anzi frequenti, e chi vi è stato nella prima guerra, forse, ne serba ricordo: Corona Piana, Corona del Bes e specie Corona Calda, ove nel 1916 venne catturato Cesare Battisti, con Fabio Filzi. E che il plesso fonetico Krn in islavo indichi proprio monte, montagna.
| < Prec. |
|---|


