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Ses in: Home Limba e Istoria Cronologia de s'Istoria Sarda Dal 400.000 AC al 212 DC

400.000-120.000 a.C. - Paleolitico inferiore

Prime attestazioni della presenza umana in Sardegna. Strumenti in selce ritrovati in alcuni giacimenti del territorio di Perfugas, in Anglona.

10.000 a.C. - Paleolitico superiore - Mesolitico - Grotta Corbeddu di Oliena

Nella grotta sono stati ritrovati utensili in selce, ossa di cervo lavorate e resti umani. Probabilmente tra il 14600 e il 12500 a.C. e fino al Neolitico è probabilmente vissuto in Sardegna un tipo endemico con caratteri diversi da quelli tipici dell’Homo Sapiens considerato in generale.

8000-6000 a.C.

Pressoché totale estinzione della fauna preesistente e comparsa delle specie attuali. Probabile immigrazione di genti neolitiche al seguito delle quali giunsero specie animali già addomesticate.

6000 a.C. circa

Probabile inizio dello sfruttamento e dell’esportazione dell’ossidiana di Monte Arci.

6.000-4.000 a.C. - Neolitico antico - Culture della ceramica impressa

Su Carroppu di Sirri (decorazione impressa “cardiale” diffusa sull’intera superficie delle ceramiche, il termine cardiale deriva dalla conchiglia, il Cardium edile appunto, con cui veniva decorata la ceramica); Grotta Verde di Alghero (decorazione impressa “strumentale” – a pettine – disposta solo in alcune aree delle ceramiche); Grotta di Filiestru di Mara (ceramica non decorata).

4.200-3.700 a.C. - Neolitico medio

Cultura di Bonu Ighinu di Mara (decorazioni delle ceramiche con figure zoomorfe; sepolture ipogeiche in grotte artificiali).

3.700-3.000 a.C. - Neolitico recente

Cultura di Ozieri (o di San Michele): diffusione su tutto il territorio regionale; sepolture i piccole grotte artificiali note col nome domus de janas; ceramiche finemente lavorate decorate con motivi fitomorfi, con protomi taurine o di ariete; tessitura e lavorazione dei metali. Si riferiscono a questo periodo anche i circoli della Gallura, il più famoso dei quali è quello di Li Muri (Arzachena), l’altare di Monte d’Accoddi nel sassarese e l’area cimiteriale di Goni.

2.900-2.000 a.C.

Culture di:- Filigosa (ceramica scura decorata con motivi geometrici; menhir, tombe a circolo);- di Abealzu (ceramica scura senza decorazione con lisciatura a stecca; capanne rettangolari absidate);- di Monte Claro, diffusa su tutto il territorio regionale (ceramica con scanalature esterne);- del Vaso Campaniforme (bicchiere a campana rovesciata eseguito in ceramica di alta qualità).

2.000-1.500 a.C. - Età del bronzo antico - Civiltà nuragica: I fase

Cultura di Bonnànaro: i protonuraghi, nuraghi a corridoi, tombe di giganti.

1.500-1.200 a.C. - Età del bronzo medio - Civiltà nuragica: II fase

Bètili aniconici, nuraghi semplici a tholos.

1.200-900 a.C. - Età del bronzo recente - Civiltà nuragica III fase

Nuraghi complessi, pozzi sacri, templi a mègaron. Nuragico IV e V.

900-750 a.C. - Età del ferro - Civiltà nuragica IV e V fase

Età dell’orientalizzazione arcaica.

800-700 a.C.

Prime presenze fenicie in Sardegna (Sulci).

700-550 a.C.

Fondazione di diverse città fenicie lungo i litorali sardi (Nora, Bithia, Tharros, Bosa, Olbia). Piazzaforte di Monte Sirai.

509-238 a.C.

Dominazione cartaginese (rafforzamento e ampliamento del sistema urbano di età fenicia, ampliamento delle aree controllate militarmente e costruzione di presidi difensivi delle città e delle zone di produzione agricola.).

245-241 a.C.

Prima guerra punica: Roma sconfigge Cartagine. Nella città africana scoppia la rivolta delle truppe mercenarie.

238 a.C.

Roma si inserisce nella rivolta in atto e prende possesso dell’isola.

234-231 a.C.

Campagne militari, e relativi trionfi, dei magistrati romani contro i sardi.

227 a.C.

La Sardegna è costituita in Provincia romana.

216 a.C.

Ribellione dei sardo-punici.

215 a.C.

Vittoria dei Romani contro i sardo-punici a Cornus, giugno 215; in una successiva battaglia muore Osto, figlio del comandante dei sardo-punici Amsicora, il quale si suicida.

181-178 a.C.

Gli Iliensi e i Balari, tribù dell’area montana della Sardegna centrale, si ribellano a Roma. La guerra durerà fino al I. secolo a.C.

46 a.C.

Giunge a Karales (Cagliari) Caio Giulio Cesare. La città diventa municipium Civium Romanorum. Sulci, che aveva parteggiato per Pompeo viene punita.

19

Prima attestazione di un trasferimento in Sardegna di persone di origine ebraica. Migliaia liberti di vengono inviati nell’isola per operazioni di polizia.

58-68

Nerone deporta in Sardegna la sua favorita Atte (che avvierà un’industria fiorente di laterizi), il liberto Aniceto (il sicario a cui egli aveva dato ordine di uccidere Agrippina) e Caio Longino.

69 - La Tavola di Esterzili

«Tavola di Esterzili»: il proconsole romano L. Elvio Agrippa ordina ai Gallilenses del Gerrei di abbandonare i territori di pianura dei Patulcenses Campani che avevano in precedenza occupato. È la più antica attestazione della tipologia dei rapporti tra il mondo rurale pastorale isolano e quello contadino delle pianure.

189-192

Marco Aurelio esilia diversi cristiani in Sardegna, tra questi il futuro Papa Callisto che dopo il 192 sarà liberato e potrà tornare a Roma grazie all’intercessione di Marcia, favorita dell’imperatore Commodo.

212

Caracalla concede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero.