Giovanni Chessa - Sulla Lingua Sarda.
Retzo e cun piaghere publico sa litera imbiada dae su Poeta de Torpè Giuanne Chessa in meritu a sos arrejonos, disputas e brigas subra sa limba sarda.
Sto seguendo da diversi mesi la discussione sulla Lingua Sarda che , debbo dire, m’addolora e m’induce un senso di rabbia che aumenta all’aumentare della costruzione di trincee di posizione in una guerra fatta solo di offese, futili e inutili assalti che ricordano quelli all’arma bianca della prima guerra mondiale, dove era importante il numero dei morti piuttosto che i risultati.
Se qualcuno pensa che debba esserci una “Nuova Lingua”... plasmata in questo modo non darà certamente dei risultati positivi; sarà come far nascere un figlio ed educarlo a pensare alla sua sola esistenza , senza confronto con altri...e , che è peggio imparandogli a crearsi e a vedere solo nemici da combattere. Povero Figlio in provetta ...? O povera “nascitura” lingua...?
Onestamente nella mia magra conoscenza (e con tale conoscenza m’esprimo), credo vi sia la sola attenzione, con il fine esclusivo di creare percentuali, che a poche realtà ( parlate) studiate con precisi scopi dimostrativi del “lavoro eseguito”; anche questo opinabile secondo le “citate” citazioni “scientifiche”(per quanto servano).
Un bilanciamento sbilanciato con pesi e misure che ricordano la stadera di Attila. Sembra che dal centro ( polo unilaterale) da cui si parte per percorrere le strade che portano ai poli estremi (verifica della percentuale di lontananza, o di vicinanza) non indichi fermate intermedie come (improbabili ) autostrade senza bivi. Per molti è importante teorizzare...con la consapevolezza che se ne può dimostrare il falso...; salvo che qualcuno ne discuta! Questo sì non è plausibile!
Qui mi fermo col pensiero che faremmo bene a sederci (sedervi) e discutere delle “nostre” (vostre) teorie e, come facevano i nostri nonni, distinguere “sas Paristiorias dae sos Contos” raccontandoci il racconto del Sardo nella sua complessità delle parlate spendendovi le nostre risorse intellettuali e materiali.
A su tira-istratza nos an a abbarrare in manos petzi pibinidas...
Torpè li 21/09/2011
Giovanni Chessa
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