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Ses in: Home Cosigheddas de Istoria Il Marchesato di Mores

PostHeaderIcon Il Marchesato di Mores

Tratto da "Dizionario Geografico Storico Statistico Commerciale degli Stati di S.M: il Re di Sardegna"

Si compone dei villaggi di Mores, Ardara, e Itiri-Fustialbus, popolati, e degli spopolati Borgo d’Ardara, Laquesos e Todoraque, che insieme formavano l’antica curatoria di Oppia. Questi paesi, con quelli della contrada del Meiulogu erano infeudati la prima volta a Raimondo di Rivosecco, padre, con diploma di Alfonso V del 15 febbraio 1421.

Successe a lui suo figlio Raimondo II, che il 28 marzo 1442 vendette le terre della curatoria di Oppia a Francesco Saba in feudo retto secondo il diritto italico, e in seguito a tale acquisto il Saba veniva investito dal Sovrano con diploma del 23 giugno successivo, e otteneva conceduto l’allodialità per queste terre e per i villaggi già da lui posseduti di Codrongianus-susu, Codrongianus-jossu, Bedas, Saccargia e altri, e l’esenzione dal servigio feudale e militare, segnatamente in rispetto alla curatoria di Oppia: ma aveva determinato l’ordine della successione prima per i figli e discendenti maschi, e poi per le femmine, quindi per i collaterali d’uno ed altro sesso di parte materna e paterna, finalmente per gli estranei.

Morto senza successori legittimi il Saba, l’incontrada di Oppia ritornò alla Corona, e il re Don Giovanni, volendo remunerare Don Giovanni di Villamarì, gli faceva dono in libero allodio della medesima con la Planargia e la città di Bosa per diploma del 24 dicembre 1479.

A Don Giovanni successe suo cugino Bernardo di Villamarì, Conte di Capudan, e in suo testamento del 16 settembre 1512 lasciava la città e la Planargia di Bosa a sua figlia Isabella, la curatoria d’Oppia all’altra figlia Anna, sostituendo una all’altra. Essendo morta Anna succedette la sorella Isabella, moglie del Principe di Salerno, e il 27 aprile 1547 vendette l’incontrada di Oppia ad Antioco Virde. Ad Antioco sottentrava il figlio Giovanni Virde, il quale avendo presa in moglie Catterina Pilo ne ebbe due sole figlie: Elena e Catterina. La prima, a cui venne dato il feudo come primogenita, era maritata ad Andrea, l’altra a Giacomo, fratelli Manca Cedrelles.

Mancati senza prole Elena ed Andrea furono possessori del feudo Catterina e Giacomo, al quale succedette Andrea che sposava in prime nozze Donna Maria de Ledda, figlia di Don Geronimo, signore allora defunto di Castavalle, e di Donna Isabella Carrillo, come dai capitoli matrimoniali rogati in Sassari nel 1603, e ne aveva un figlio Don Giacomo e una figlia, Donna Geronima; sposava in seconde nozze Donna Angela Giacaraccio e ne aveva due figlie: Donna Angela e Donna Caterina. Andrea nel suo testamento si intitolò Conte, dicendosi il primo a portare questo titolo. Il figlio Don Giacomo prese il titolo di marchese e sposò Donna Giovanna Moras di Molino; in seconde nozze Donna Catterina Ledda, da cui ebbe Donna Maria (moglie del Conte di Villamar Don Salvatore Aymerich) e Donna Giovanna (sposata a Gio.Battista Tola); in terze nozze con Donna Lucia Gaia, dalla quale gli nacquero Don Antonio, Donna Giuseppa, Donna Geromina e Donna Mariangela.

Don Antonio Manca subentrò nel feudo, e da Donna Giuseppa Carnicer ebbe tre figli: Don Giacomo, Don Giuseppe e Donna Francesca. Morì in Sassari nei primi di dicembre del 1728. Fu suo successore Don Giacomo che sposò Donna Stefania Pilo e fu padre di Don Stefano Manca, a sua volta investito del feudo di Montemaggiore con sentenza del 6 agosto 1727.